L’epistolario tra Capovilla e Turoldo

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Per pochi eletti è l’aurora dicono i saggi e i poeti. Infatti, quella splendida luce soffusa che è l’annuncio di un nuovo giorno in cui ogni uomo potrà vivere e incontrare i suoi fratelli in umanità, viene attesa da poche persone. L’aurora indica sempre  la nascita di un qualcosa di  nuovo e viene citata con abbondanza nella corrispondenza che mons. Loris Capovilla ebbe con padre Turoldo. Mons. Capovilla ebbe la fortuna di affiancare Papa Giovanni XIII in quello splendido evento che fu il Concilio Vaticano II. Allora, infatti, la Navicula petri (la Chiesa)  uscì dai palazzi vaticani e dalle sacrestie e andò finalmente incontro al mondo. Per questa sua dedizione a Giovanni XXIII papa Francesco, il papa venuto da lontano, fece assurgere Mons. Capovilla agli onori del cardinalato. Continua a leggere

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La più grande strage di cristiani nella storia africana è opera dei fascisti italiani

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di Valerio Evangelista 

Ottant’anni fa le truppe dell’Impero fascista attuarono il maggiore eccidio di cristiani in terra africana: accusati di essere ostili all’occupazione imperialista, centinaia di residenti del monastero di Debrà Libanòs furono fucilati dalle truppe italiane per ordine del Maresciallo Rodolfo Graziani. Nessun italiano venne mai punito per questo e per altri massacri. Quando nell’aprile 1935 componeva le prime bozze di “Faccetta Nera”, Renato Micheli volle decantare in maniera spiritosa lo spirito romantico del colonialismo italiano in Africa. Un’ode alla “missione civilizzatrice” di Roma in Abissinia, allo sforzo liberatore della gioventù italica impegnata a rimuovere le catene dal collo negro. Un’esaltazione in romanesco dell’unione tra le razze, che però a Mussolini non piacque affatto (anzi, tentò pure di bandirla). Quel testo era troppo meticcio e troppo poco imperiale. Per giustificare il proprio espansionismo, l’Impero fascista avrebbe avuto bisogno di più solennità, di più rigore razziale; e fu così che dal Ministero “consigliarono” al poeta di trasformare la scherzosa canzonetta in un inno di conquista e di sottomissione degli abissini, privandola inoltre di ogni parola ed inflessione dialettale.

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Rivalutare la vecchiaia

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L’antropologo torinese Marco Aime attualmente è uno dei nomi più noti in Italia sul campo delle scienze etnologiche. Insieme al ligure Luca Borzani ha dato alle stampe un libro la cui lettura ci lascia una profonda inquietudine. Stiamo parlando di “Invecchiano solo gli altri” (Einaudi pp. 122, € 13). In questa opera i due studiosi esaminano con competenza i nuovi fenomeni che accompagnano l’invecchiamento o meglio il rifiuto della vecchiaia nell’occidente contemporaneo. Dal loro studio emergono conclusioni tutt’altro che rassicuranti. Continua a leggere

Utopia sui migranti

di Pierpaolo Loi

Essere migrante con migranti,
straniero con stranieri,
vicino con vicini.
Essere prossimo
con i lontani,
accogliente
con gli esclusi,
ospitale con gli estranei,
solidale con i diseredati,
amorevole
con i disprezzati e rifiutati.
Essere aperto a tutti gli umani,
diversi
per cultura, religione, costumi;
rispettoso delle differenze
di genere,
orientamento sessuale,
colore della pelle,
etnia.
Tutti figlie e figli siamo
della medesima madre, la Terra
e dello stesso padre, il Cielo.
Umanità è il nostro nome comune,
comunità universale il nostro destino,
nostra unica patria
senza eserciti
senza muri
senza confini.

Quale ultima cena?

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di Alberto Maggi

Come sarà stata l’ultima cena? Come l’ha dipinta Leonardo? Ebbene, la realtà, stando ai vangeli, è un po’ meno romantica.
Scrive Luca che proprio nel momento drammatico, mentre Gesù si dona come pane e vino e annuncia che uno dei commensali lo tradirà, i discepoli si mettono a discutere per sapere chi di loro potesse essere considerato il più importante, dimostrando così di non aver capito niente dell’insegnamento di Gesù sul servizio reciproco.
Giovanni riporta lo scontro di Gesù con Pietro che rifiuta di farsi lavare i piedi. Marco e Matteo smascherano Giuda che sta calcolando quanto può guadagnare dal tradimento dell’amico e maestro. Insomma scene non proprio d’accordo con quell’immagine, peraltro stupenda, tramandata da Leonardo e da altri pittori, di un’atmosfera d’intensa e commossa spiritualità. Continua a leggere

Il Corano spiegato ai giovani

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Troppo spesso sentiamo ripetere che i giovani sono il futuro di varie cose astratte come la società termine che peraltro non identifica nessun soggetto particolare. Altro che il futuro ai giovani (ma  non solo a loro a tutte le fasce di età) spetta anche il presente. Pertanto se anziché confinare i giovani in un imprecisato futuro, si decidesse finalmente di ascoltarli per capire cosa li induce all’azione forse le tenebre che vediamo avvolgere il nostro mondo lascerebbero intravvedere diversi spiragli di luce. Per convincercene potremo leggere il libro “Il Corano spiegato ai giovani” (Edito da Archinto pp. 212 € 14) scritto da uno studioso francese di origine marocchina Rachid Benzine. L’autore, oltre che affermato e appassionato studioso del Corano, in gioventù è stato anche campione francese di Kikboxing.  E’ la pratica di questo sport lo ha messo in costante contatto col mondo degli adolescenti francesi sia musulmani che cristiani che atei. Continua a leggere

Quaresima, un inno alla gioia

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di Alberto Maggi

Il mercoledì delle Ceneri inizia la Quaresima.
Quaranta giorni percepiti, nell’immaginario collettivo, come qualcosa di un po’ tristanzuolo, listato a lutto, grigio come le ceneri con cui alcuni cristiani
si lasciano segnare la fronte. Nell’accompagnare questo gesto, il prete può scegliere di recitare due formule. La prima suona così: ‘Ricordati che sei cenere e in cenere ritornerai’. La trovo terribile. Si tratta dalla maledizione che Dio rivolse ad Adamo dopo la disobbedienza (cfr. Gn 3, 19). Certo che con un monito del genere, l’intero periodo quaresimale non può che essere visto come cammino di penitenza, fatto di digiuno, rinuncia e sacrificio. C’è solo un piccolo particolare: in tutto il Vangelo, Gesù non ha mai invitato alla penitenza, a mortificarsi e a fare sacrifici. Continua a leggere

Quando la morte è “giovane”

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tutti-muoiono-troppo-giovaniOggi qualunque morte ci appare prematura perché nella nostra cultura occidentale che ormai si è imposta sull’intero pianeta è stato completamente rimosso qualunque riferimento al fatto che la nostra vita terrena è in ogni caso destinata alla conclusione. Infatti solo la prospettiva della sua fine ci fa affrontare le diverse fasi della vita nella loro pienezza, assumendocene tutta la responsabilità. Il sentire odierno nella nostra società consumistica e stupidamente giovanilistica, è ben riassunto dal titolo dell’ultimo libro di don Armando Matteo: “Tutti muoiono troppo giovani” (Ed. Rubbettino,  p. 106,  € 10,00). Continua a leggere

Il dialogo alla base dell’essere missionari

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Libro missioneFortunatamente anche nella Chiesa cattolica è venuto meno il pensiero che essere missionari sia convertire gli altri alla propria fede piuttosto che far emergere negli interlocutori quei semi di umanità e di verità che sono da sempre presenti in tutte le culture e religioni. Pertanto, fino a tempi recenti, non veniva considerato che potesse svolgersi un annuncio della Buona Notizia dialogando pacificamente coi seguaci di una religione diversa senza la pretesa di una conversione forzata. In realtà ogni volta che imponiamo la nostra visione di cristianesimo ad altri senza dialogo, e quindi senza considerare la loro storia anche quella sacra commettiamo dei soprusi che sono in aperto contrasto con la Buona Novella annunciata da Gesù di Nazareth che noi tentiamo ancora oggi di annunciare. Continua a leggere