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Padre Francesco Zirano, il frate conventuale sassarese ucciso “in odium fidei” il 25 gennaio 1603 ad Algeri, sarà beatificato il prossimo 12 ottobre.Padre Zirano La notizia è stata comunicata nei giorni scorsi dal Sostituto della Segreteria di Stato, monsignor Angelo Becciu, all’arcivescovo turritano monsignor Paolo Atzei. Il rito si svolgerà in piazza Italia a Sassari e sarà presieduto dal delegato del Papa, il salesiano cardinale Angelo Amato, Prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi. Padre Zirano sarà proposto come patrono e protettore delle persone rapite, ridotte in schiavitù, degli immigrati che attraversano il deserto e il mare per cercare la libertà. Il processo moderno di beatificazione (la prima causa aperta nel 1731 dai frati minori era stata interrotta per varie circostanze) di padre Francesco Zirano è durato esattamente 35 anni, un periodo non lungo quando la Chiesa va alla ricerca di santi e beati. “La beatificazione – dice il vice postulatore della causa, padre Umberto Zucca, maggior biografo di padre Zirano – è l’epilogo di un lavoro delicato e complesso, articolato in tre fasi. Innanzitutto la fase di studio, tesa a rintracciare a tappeto tutti i documenti possibili sulla sua vita, martirio e fama del martirio, portata avanti per otto anni (1978/85) in archivi e biblioteche soprattutto di Sardegna, Vaticano, Italia e Spagna da parte dei frati minori conventuali di Sardegna. La seconda fase, quella diocesana, vero avvio della causa da parte dell’arcivescovo di Sassari Salvatore Isgrò, ha avuto questi momenti salienti: il parere favorevole dell’Episcopato sardo, l’editto diretto a clero e fedeli (25.11.1984), il lavoro di anni da parte di una commissione storica sui documenti allegati, il processo o inchiesta diocesana concluso con seduta pubblica il 7 settembre 1991 nella chiesa di S. Maria di Betlem a Sassari, presso cui padre Zirano aveva vissuto 22 anni. La terza fase, quella romana della Congregazione per le cause dei Santi, dopo il decreto di validità giuridica dell’inchiesta diocesana (3 giugno 1992), è consistita – aggiunge padre Zucca – nell’esame della “Posizione sul martirio del Servo di Dio” da parte di tre organismi o sezioni della Congregazione stessa che si sono così pronunciati positivamente in questa successione: Periti storici (4 marzo 2003); Consultori teologi (16 maggio 2013); Cardinali e Vescovi (4 febbraio 2014).

M.G.

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